Gemmologia
-
Dispersione e fuoco
La luce bianca è una miscela di lunghezze d'onda diverse. Quando un raggio di luce bianca attraversa una pietra, esso viene scomposto nei suoi colori spettrali producendo un "ventaglio" che va dal rosso al violetto: è il fenomeno della dispersione.
Il rosso è il più veloce e quindi il meno deviato, il violetto è il più lento e perciò il più deviato. Nei confronti della luce bianca, quindi, anche una specie monorifrangente ha tanti indici di rifrazione quanti sono i colori dello spettro della luce che l'attraversa.
Nei solidi ognuna di esse viaggia con una sua velocità e, quindi, ognuna ha un suo indice di rifrazione.
Fu Isacco Newton che osservò per primo questo fenomeno facendo delle esperienze con un prisma di vetro: egli scoperse che il prisma può disperdere i colori, cioè separare le lunghezze d'onda che compongono la luce bianca, deviandoli ciascuno di un angolo diverso.
La dispersione di una gemma è data dalla differenza tra l’indice di rifrazione misurato con la luce violetta e l’indice di rifrazione misurato con la luce rossa.
La dispersione contribuisce molto alla bellezza di certe gemme, come lo zircone, il diamante e la titanite.
E’ importante soprattutto nelle gemme incolori, in cui non c'è un colore proprio che interferisce con quelli di dispersione.
Questo effetto può essere intensificato con un taglio opportuno, ma, fondamentalmente, più forte è la dispersione, migliore è la separazione dei colori e più vivaci sono i singoli colori che si vedono emergere dalla gemma stessa.
Solo poche pietre hanno una dispersione elevata, che si traduce, negli esemplari sfaccettati, incolori o debolmente colorati, in uno splendido gioco di colori detto "fuoco".