Mineralogia - Magnetismo, radioattività, solubilità e piezoelettricità

Magnetismo

Molti minerali non manifestano nessuna attrazione rispetto ad un campo magnetico (minerali diamagnetici), mentre altri possono essere attratti da un campo magnetico (minerali paramagnetici).
Su scala industriale, di questa proprietà risulta utile la separazione elettromagnetica per separare i minerali metallici utili dalla ganga.

Comunemente si possono incontrare due minerali molto magnetici: la magnetite e la pirrotina, entrambi vengono facilmente attratti da piccoli magneti tascabili.


Radioattività

I minerali che contengono uranio e torio subiscono continuamente reazioni di decadimento radioattivo. Gli isotopi radioattivi di U e Th rilasciano energie sotto forma di particelle alfa, beta e radiazione gamma.
La radiazione può essere misurata con un contatore Geiger o un contatore a scintillazione.

Anche uno studio delle inclusioni può aiutare a risalire alla presenza di minerali radioattivi.
I principali minerali che presentano radioattività sono: uraninite, pechblenda, torianite e autunite.


Solubilità

Questa proprietà è molto utile per il riconoscimento dei carbonati. Il legame carbonio-ossigeno nei carbonati diviene instabile e si spezza in presenza di ioni idrogeno liberi negli acidi: 
2H+ + CO3 H2O + CO2

Questa reazione spiega l’effervescenza che si osserva quando si versa dell’acido cloridrico diluito su carbonati.
Minerali come calcite e aragonite mostrano una facile effervescenza.


Piezoelettricità

In alcuni minerali non-conduttori è possibile indurre la comparsa di cariche elettriche applicando una pressione (piezoelettricità) o calore (piroelettricità).
La piezoelettricità viene usata in applicazioni industriali per il controllo delle radiofrequenze nei circuiti elettronici.

Tale proprietà, presente in vari minerali, è facilmente rilevabile nel quarzo.


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