Mineralogia - Lucentezza

La lucentezza indica l’aspetto della superficie di un minerale in luce riflessa.
Si distingue grossolanamente in metallica e non metallica.
I minerali metallici sono opachi alla luce; la lucentezza non metallica è mostrata generalmente da minerali chiari che trasmettono la luce.
Ad un occhio esperto la lucentezza può essere un buon elemento diagnostico.
La lucentezza non metallica può essere suddivisa in:
  • Vitrea: tipica dei frammenti di vetro (è la lucentezza del quarzo)
  • Resinosa o cerosa: lucentezza della resina (es. blenda)
  • Perlacea: iridescente, è la lucentezza della madreperla. (es. talco)
  • Grassa: come se la superficie fosse coperta da un velo d’olio
  • Setosa: lucentezza di una matassa di seta (crisotilo fibroso)
  • Adamantina: lucentezza di alcuni minerali ad elevato indice di rifrazione che rifrangono fortemente la luce (es diamante)
: tipica dei frammenti di vetro (è la lucentezza del quarzo)

La lucentezza dipende dal rapporto tra la quantità di luce che viene riflessa e quella che viene rifratta ed assorbita da un mezzo ottico; gioca quindi un ruolo di primaria importanza l'indice di rifrazione n (che é un indice della densità ottica) di un minerale.

Fratture ed inclusioni possono far variare la lucentezza di un minerale e nel caso delle gemme tale parametro varia anche in funzione del polimento della pietra.

Altri nomi, più o meno comuni, possono venire utilizzati per descrivere la lucentezza di un minerale, non deve perciò sorprendere trovare termini diversi da quelli riportati in precedenza.

La lucentezza é un parametro commercialmente importante, la più apprezzata é senz'altro quella adamantina, tipo di lucentezza che rende spesso indimenticabile un minerale o una gemma.

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