Sfaldatura e frattura sono la risposta di un materiale cristallino ad una forza esterna.
La
resistenza di un materiale cristallino è una funzione del suo meccanismo di legame (tipo di legamechimico) e della eventuale presenza di difetti strutturali.
Se un minerale viene deformato a tal punto da
superare la sua resistenza complessiva si romperà.
Molti minerali hanno nella loro struttura direzioni planari sistematicamente più deboli rispetto ad altre.
La sfaldatura è la tendenza dei minerali a rompersi parallelamente a piani di atomi.
La sfaldatura è quindi un
indizio della struttura interna di un minerale.
Minerali come le
miche e la
grafite mostrano molto facilmente la loro sfaldatura in quanto sono costituiti da una struttura a strati in cui il legame entro gli strati è molto forte, ma è molto più debole tra uno strato e l’altro. La sfaldatura sarà in questo caso
parallela alla stratificazione.
Il
diamante ha solo il legame covalente, la sua sfaldatura perfettamente
ottaedrica si verifica lungo piani atomici con la maggiore distanza interplanare.
La sfaldatura è sempre
coerente con la simmetria.
Non tutti i minerali presentano sfaldatura e relativamente pochi in un grado molto elevato, ma
in questi la sfaldatura è un criterio diagnostico molto importante.
Come si descrive la
sfaldatura?
Bisogna fornire indicazioni sulla sua
qualità e sulla
direzione cristallografica.
Per qualità si intende la facilità di un minerale a sfaldarsi, si indica quindi con la seguente terminologia:
perfetta, buona, discreta, media, scarsa e assente.
La direzione cristallografica viene espressa con gli indici di Miller o semplicemente
con la forma osservata (es. ottaedrica, prismatica, ecc.)
Nelle Fig. sotto possiamo notare la
perfetta sfaldatura romboedrica nella calcite, osservabile anche in sezione sottile.