Scienza e Curiosità - Andes Jade: un nuovo ritrovamento di giada in Argentina

Nel 2004, cercando minerali da collezione in una zona scarsamente esplorata dell’Argentina, alle pendici della catena Andina, trovai una pietra dura di color verde. Ero alla fine di un viaggio faticoso e infruttuoso e vidi una montagna dai riflessi verdi.

La pioggia la rendeva brillante e visibile da lontano. Mi avvicinai, martello in mano e presi due campioni. Poi mi sbrigai a tornare al furgone perchè nella zona non ci sono sentieri, né infrastrutture.

Il giorno dopo, riguardando i due campioni, mi sorprese la durezza e la bellezza delle pietre con due colori distinti. Perciò decisi di pianificare immediatamente una visita più approfondita della zona. In una settimana di duro lavoro individuai sei filoni di buon spessore con differenti colori. Col GPS presi le coordinate principali del giacimento.

Mi recai immediatamente dalle autorità minerarie per vedere se la zona della scoperta era libera, per chiedere una concessione. Siccome la zona era libera, contattai il mio geologo e due giorni dopo eravamo nuovamente sul luogo a terminare l’esplorazione. Con grande sorpresa trovammo dieci tipologie diverse per tonalità di colore e di pattern.
Fra gli altri, verde chiaro, medio e scuro, verde con macchie rosse (granati) e nero.

Dopo lunghe misure e l’elaborazione della documentazione richiesta dalla Ley de Minería, richiesi varie concessioni e il permesso per un sondaggio per terminare di esplorare la zona in profondità.

Nel 2005, le autorità minerarie mi concessero i diritti di estrazione. Continuai la esplorazione dell’area e l’estrazione di campioni per realizzare prove di diverse manifatture, di taglio e lucidatura.

Nel 2006 cominciai lo sfruttamento delle vene superficiali. Si tratta di una zona di difficile accesso, molto scoscesa e senza acqua. L’estrazione si realizza in maniera artigianale (a mano) per non rovinare il materiale.
Un calcolo provvisorio delle riserve effettuato dal geologo, ha dato una cubatura tra 30.000 e 50.000 tonnellate di materiale grezzo utilizzabile

All’inizio del 2007, ho contattato un geofisico per fare uno studio più dettagliato delle diverse vene e delle potenzialità di ognuna.

Durante il 2006, mostrai fette delle varie tipologie a vari fabbricanti di Hong Kong e indiani, alle fiere di Tucson, Denver e Monaco.

Il riscontro con i commercianti fu ottimo, visto che si tratta, secondo gli stessi, di una pietra di buona durezza (da 5 a 6 nella scala di Mohs) e facile da lucidare.
Inoltre feci fare alcune analisi presso il Laboratorio dell’Università di Bonn in Germania.

Le analisi su tre campioni con diverse colorazioni hanno fornito i seguenti risultati:

a) Antigorite 91,4%, Lizardite 4,4%, MgCO3 4,2%
b)
Antigorite 68,6%, Lizardite 31,4%
c)
Antigorite 78,8%, Lizardite 21,2%

Questi valori indicano che il materiale in questione è un serpentino di elevata qualità (serpentino nobile).
Per la tenacità e il colore molto simili a quelli della giada, ho deciso di utilizzare il nome commerciale di Andes Jade (Giada Andina) per questa pietra.

A metà del 2007 terminai di costruire la strada per iniziare lo scavo e specialmente per estrarre ed esibire un primo saggio di 11 tonnellate alla Fiera di Tucson di questo anno. La pietra venduta col nome di Andes Jade, ha avuto una ottima accettazione da parte di fabbricanti cinesi ed è stata venduta tutta e rapidamente.

Per la sua qualità serve sia per beads (fili) e cabochons che per carvings (sculture) e oggettistica di grandi dimensioni.
Anche numerosi grossisti di prodotti finiti si sono dimostrati interessati all’acquisto di materiale per bigiotteria e gioielleria.
Per il momento l’ingresso nel mercato mondiale ha un prezzo estremamente competitivo con materiali equivalenti in circolazione e inoltre conta con il vantaggio di una gradevole varietà di colori e patterns.

Scritto da: Jorge Dascal


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