Rubini nel movimento
Questa pietra dura viene usata in un
movimento per il suo effetto antiattrito come cuscinetto a strisciamento.
In genere, i perni in acciaio degli ingranaggi di un movimento girano in
rubini sintetici lubrificati con una piccola goccia d’olio.
La
durezza del rubino ne minimizza l’usura anche in lassi di tempo lunghi ( 50 – 100 anni ).
Non è tanto il numero dei rubini a determinare la qualità di un movimento, quanto la loro forma e la loro finitura ( i rubini più raffinati presentano fori a parete arrotondate per ridurre al minimo il contatto tra perno e pietra ).
I rubini sono inseriti in appositi castoni ricavati sui ponti e tenuti in sede a incastro o per la ribattitura di un labbro di tenuta.
Curiosità:
si vocifera nelle stanze segrete che il grande Maestro Orologiaio,
Frank Muller, si diverta a usare
rubini naturali nei suoi preziosissimi movimenti, d'altronde a lui è permesso tutto!
Gemme preziose
Per rendere un
segnatempo ancora più
prezioso, molte manifatture orologiere, utilizzano
diamanti e
gemme preziose, incastonandole su quadranti, su carure e su alcuni elementi del cinturino o bracciale.
Questa pratica ha solo uno scopo commerciale, grazie al quale l’orologio acquisisce un valore estetico ed economico al di sopra della sua corretta valutazione sul mercato.
Molte Maison hanno costruito la loro immagine attorno all’utilizzo dei diamanti e questo però non ha contribuito a farle risiedere
nell’olimpo dell’alta orologeria, poiché i valori tecnici che vengono presi in considerazione sono ben altri rispetto a quelli estetici.
Curiosità:
le gemme devono essere un elemento che rende l’orologio un oggetto ancora più esclusivo come insegna
Patek Philippe, il quale nasconde un diamante sotto l’ansa del cinturino solamente per distinguere la cassa in platino con quella in oro bianco, oppure come fa
Cartier che incastona uno zaffiro di eccezionale bellezza nella corona di carica.
Quadranti speciali

Patek Philippe "Cielo-Luna"
La Ref. 5102 Cielo-Luna di Patek Philippe possiede molte funzioni particolarmente insolite in un orologio da polso.
Il suo quadrante riproduce la rotazione, in senso antiorario, della volta celeste dell'emisfero boreale, mostrando il movimento angolare delle stelle e della luna e determinando anche l'ora del passaggio della stella Sirio e dell'astro notturno sul meridiano, nonché le fasi crescenti e calanti della luna.
Due lancette bianche traforate stile 'feuille' poste al centro del quadrante indicano l'ora e i minuti dell'ora convenzionale (tempo solare medio) su scala graduata in cifre romane metallizzate da I a XII.
Per riprodurre lo spettacolo affascinante della volta celeste in movimento, Patek Philippe ha immaginato e realizzato un sistema di dischi in cristallo di zaffiro sovrapposti che girano a velocità differenti e che creano un magnifico effetto di profondità. Il fondo del cielo è rappresentato da un disco in cristallo di zaffiro blu sul quale è stata integrata una ruota con 279 denti che indica il movimento angolare della luna. Questa stessa ruota trascina un ingranaggio planetario che mostra le fasi lunari attraverso una finestrella rotonda. Il terzo disco, rapportato su una ruota dotata di 356 denti, è in cristallo di zaffiro trasparente; esso raffigura la mappa celeste, sul suo lato superiore e sul lato inferiore, come sfondo, la Via Lattea.
Questi tre dischi sono entrambi protetti dal cristallo zaffiro dell'orologio, sotto il quale una ellisse d'oro delimita quella parte del cielo che è visibile sopra Ginevra.
Rolex Daytona “Meteorite”
Numerose e ricche di colpi di scena le tappe evolutive che hanno accompagnato un percorso così lungo e vario, dove i
maestri orologiai e i designer hanno fatto a gara nel proporre continuamente creazioni originali e spunti innovativi, secondo una filosofia che fa da guida all'intera produzione
Rolex, concentrata prevalentemente sullo sviluppo e sulla diversificazione delle collezioni più rappresentative piuttosto che sull'ampliamento "indiscriminato" della gamma.
Tra queste, un posto speciale è riservato agli esemplari preziosi in cui la
Maison si diletta a
incastonare le pietre su casse e quadranti seguendo i dettami della gioielleria più raffinata, ma anche trasformando modelli particolarmente evoluti con inediti abbigliamenti estetici (come accadeva qualche tempo fa all'indimenticabile esemplare esotico con quadrante e cinturino leopardati) e materiali decisamente insoliti per arricchire alcuni degli elementi che li compongono.
È il caso, quest'ultimo, dell'
Oyster Perpetual Cosmograph Daytona con quadrante in
meteorite, un modello presentato per la prima volta nel
2003.
Successivamente la
Rolex ha commercializzato anche una superba versione decorata dalla presenza di
diamanti a taglio
baguette disposti appaiati due a due e separati da elementi verticali lungo l'intera cornice della lunetta, che appare così rischiarata dalla straordinaria luminosità e trasparenza delle pietre, di ben
2,23 carati.
Una preziosa cornice per il particolarissimo quadrante, la cui superficie è stata ricavata da un
frammento di meteorite che svela nella disposizione delle fibre questa sua insolita natura.