Quarzo (SiO2)
Come regola generale possiamo dire che i cristalli di quarzo hanno forma tozza e dimensioni medie, tipicamente vanno da 3 a 10 cm. Il cristallo più grande ritrovato raggiungeva i 40 cm. di lunghezza. Di solito i quarzi presentano una struttura a macromosaico come risultato di una crescita simultanea di cristalli paralleli. Nelle fessure si trovano di solito già staccati dalla matrice granitica, questo a causa di movimenti tettonici successivi alla loro crescita. Moltissimi campioni mostrano fenomeni di ricristallizzazione sulle superfici di frattura. E questo è uno dei motivi della loro bellezza.
Quando si trova una fessura cristallizzata è spesso molto facile raccogliere i cristalli intatti con il solo uso delle mani e di un piccolo palanchino. Trovare una fessura non è così facile a causa dell’altitudine (tipicamente tra 3000 e 4500 metri sul livello del mare) e della pendenza della maggior parte dei versanti che va dal 60 al 95 per cento. Una difficoltà aggiuntiva è data dal fatto che le fessure si trovano di solito in zone dove la roccia è molto fratturata e di conseguenza il lavoro è molto pericoloso per il distacco di massi o valanghe. Molti cristalliers sono morti per cadute di pietre nel tentativo di raccogliere quarzi.
La morfologia dei quarzi mostra molto spesso la distinzione tra quarzi
destri e
sinistri. La figura sulla destra mostra chiaramante la differenza tra le due forme.
I
geminati secondo la
legge del Delfinato sono comuni al Monte Bianco. Questo tipo di geminazione è formato dalla compenetrazione di due cristalli destri o sinistri e ruotati tra di loro di 180 gradi.
La geminazione con la
legge del Brasile è rara. Questi campioni sono composti da due cristalli compenetrati uno destro ed uno sinistro.
La geminazione con la
legge del Giappone (rarissima in cui 2 cristalli sono nettamente intersecati tra di loro con un angolo di 90 gradi) non è mai stata osservata al Monte Bianco.
Classici del Monte Bianco e molto ricercati, anche se molto rari, sono i quarzi
elicoidali. Essi sono il risultato di una crescita parallela sulla matrice di
cristalli biterminati. Ma gli assi principali dei cristalli sono ruotati tra di loro e danno una forma ad elica al campione.
Quest’abito è detto anche
peignè dai francesi e
gwindel dagli svizzeri. Studi effettuati hanno ipotizzato che questa assolutamente non comune forma di cristallizzazione è dovuta alla piroelettricità durante la cristallizzazione, quando cariche elettriche positive e negative si svilupparono simultaneamente su parti differenti dello stesso cristallo in formazione come conseguenza di differenze di temperatura. Nel seguente disegno è spiegata la crescita di un
gwindel dalla forma chiusa alla forma aperta.
La dimensione dei gwindel è di solito modesta, e l’angolo di torsione va da pochi gradi fino ad un campione eccezionale con un angolo di torsione di 66 gradi, trovato all Aiguille Croulante vicino al ghiacciaio d’Argentiere nella parte nordorientale del massiccio.
Un altro abito molto interessante è quello a
scettro. Nelle regione del Bianco i quarzi a scettro sono molto più rari dei
gwindel e sono stati trovati solo vicino al ghiacciaio d’Argentiere. La maggior parte degli scettri è di colore ametistino. Essi si formano quando avviene una ricristallizazione secondaria sulla terminazione di quarzi normali ad opera di fluidi idrotermali ricchi in sali di rame.
Detti "
a ame" dai cristalliers, un altro abito dei quarzi trovato al Monte Bianco è il
faden. Questi sono relativamente comuni e sono il risultato di una crescita parallela di cristalli piatti biterminati, ma senza angolo di torsione. Essi sono simili ai gwindel, anche se senza angolo di torsione, e sempre mostrano fantasmi di crescita al loro interno. Sulla sinistra uno schema di un quarzo faden.
Le sfumature di colore vanno dal quarzo perfettamente ialino e trasparente al nero, con una fantastica casistica di colori intermedi. La brillantezza e la trasparenza sono sempre eccezionali anche nei campioni più scuri. Personalmente li considero i migliori quarzi al mondo.
Come aggiunta molti quarzi sono ricoperti, e solo su alcune facce, da un leggero strato di clorite verde che da loro un piacevolissimo effetto estetico.
Il colore dei quarzi deriva da due fenomeni concomitanti.
- La sostituzione di alcuni atomi di silicio con valenza +4 con atomi di alluminio con valenza +3 ed atomi di idrogeno o litio con valenza +1. Ciò crea dei centri di colore potenziali.
- La radioattività naturale del granito.
Per effettivamente colorare i cristalli, i centri di colore potenziali devono essere attivati da una radiazione elettromagnetica a corta lunghezza d’onda ed alta energia (raggi X o raggi gamma). La sorgente della radiazione è il granito del Monte Bianco che ha un relativamente alto contenuto di uranio (all’incirca da 0.10 a 0.25 gr per kg) e di torio ( all’incirca da 0.25 a 0.40 gr per kg).
Le differenze di sfumatura di colore dei quarzi dipende anche dall’altitudine al quale vengono ritrovati. Infatti i quarzi ritrovati sotto i 2400 metri sono generalmente ialini. Tra 2400 e 4000 metri sono fumè. Oltre i 4000 metri sono neri (quarzi morioni). Questo è un fatto molto curioso ed interessante ed ha una sua spiegazione scientifica.
E’ stato sperimentalmente dimostrato che i centri di colore vengono attivati solo se la temperatura di irraggiamento è inferiore a 225 gradi. A temperature superiori, l’irraggiamento non ha alcun effetto. Dall’inizio del sollevamento delle Alpi, il Monte Bianco si è innalzato. La roccia e le fessure incorporate, contenenti i quarzi alle quote più elevate furono raffreddate prima di quelle situate a quote più basse. Quindi i quarzi di più elevata altitudine sono stati irraggiati, a temperatura inferiore a 225 gradi, per un periodo molto più lungo di quelli situati a 2000 metri. Con un sollevamento medio del massiccio di 0.9 mm per anno, risulta che i quarzi situati a 4000 metri sono stati irraggiati per 2 milioni di anni più a lungo.
Quindi se hai un quarzo ialino e vuoi un morione, devi solo metterlo in una fessura del Bianco a 2000 metri e tornare a prenderlo fra 2 milioni di anni perfettamente nero. Naturalmente se qualche altro cercatore nel frattempo non se l’è portato a casa !!!
Quarzo fumè elicoidale – Aig. de Leschaux (lato ovest) – M.Bianco - Francia. Dimensione 11x10x5 cm. Tipico quarzo fumè elicoidale destro perfettamente trasparente. Angolo di torsione 35 gradi.
Quarzo elicoidale – Pointe des Periades (lato est) – M.Bianco - Francia. Dimensioni 10x8x4 cm. Tipico quarzo elicoidale destro parzialmente ricoperto di clorite. Angolo di torsione 10 gradi.
Quarzo fumè elicoidale – Pointe Isabelle (lato ovest) – M.Bianco - Francia. Dimensioni 5x4x2 cm. Tipico quarzo fumè elicoidale destro nella forma chiusa all'inizio della crescita. Perfettamente trasparente.
Quarzo var. ametista – Aig. de Triolet (lato ovest) – M.Bianco - Francia. Dimensioni 11x8x5 cm. Gruppo incredibile di cristalli a scettro violetti su quarzo latteo.
Quarzo fumè – Les Droites (lato nord) – M.Bianco - Francia. Dimensione 15x9x7 cm. Gruppo di cristalli fumè scuri e brillanti. Il più grande è lungo 80 mm. E' molto evidente il cristallo principale sinistro.
Quarzo nero (morione) – Aig. Verte (lato nord) – M.Bianco - Francia. Dimensione 11x9x5 cm. Bel gruppo di cristalli neri ed il più grande misura 95 mm.
Quarzo fumè – Ghiacciaio del Triolet – Monte Bianco – Val d’Aosta – Italia. Dimensioni 9x4x4 cm. Grosso cristallo singolo sinistro e biterminato con eccezionale trasparenza e magnifici fantasmi all'interno.
Quarzo con clorite – Le Contamines – M.Bianco sud - Francia. Dimensione 17x11x6 cm. Gruppo di cristalli ialini con massima dimensione 70 mm. pesantemente ricoperti di clorite verde scura. Da un ritrovamento del 2001 nella parte sud del massiccio.
Scheda tecnica:
Quarzo
Tratto da:
www.macminerals.com
Autore: Marco Macchieraldo