Scienza e Curiosità - Minerali e geologia del Monte Bianco

Il Monte Bianco e le zone adiacenti sono una famosa località mineralogica europea. Infatti qui è stata trovata una gran quantità di minerali diversi, e particolarmente quarzi e fluoriti rosa ottaedriche che sono sicuramente le migliori a livello mondiale. A ragione i minerali del Monte Bianco sono ricercati ed apprezzati da musei e collezionisti di tutto il mondo.

Le Alpi sono il più grande sistema montuoso d’Europa. L’ampiezza dei panorami e la spettacolarità delle cime ricoperte di neve fanno di esse sicuramente le più belle montagne del continente Europeo. Le alpi si estendono verso nord dal Mar Ligure e formano lo spartiacque tra la Francia e l’Italia. Continuano verso est attraverso l’Italia settentrionale, la Svizzera, il Liechtenstein, la Germania meridionale, l’Austria e la Slovenia. L'intera catena è lunga circa 1200 km. Nel punto più largo, tra la Germania meridionale e l’Italia settentrionale, la larghezza massima è di 260 km. Il Monte Bianco è alto 4810 metri sul livello del mare, è la più alta vetta del sistema alpino ed è anche una delle più famose cime d'Europa assieme al Cervino che raggiunge a sua volta 4478 metri e forma il confine tra la Svizzera e la Valle d’Aosta.

Geografia

Il massiccio del Monte Bianco è situato tra la Francia (Dipartimento della Savoia), l’Italia (regione Valle d’Aosta) e la Svizzera (Canton Vallese). I limiti geografici sono la profonda valle di Chamonix a nord-ovest in territorio francese e le due vallate vicino a Courmayeur in Italia (val Ferret e val Veny) a sud-est. Verso nord-est il massiccio si spinge nella regione svizzera vicino a Martigny. I versanti francesi e svizzeri fanno parte del bacino idrografico del Rodano mentre il versante italiano è nel bacino idrografico del Po.

Ci sono numerose vette oltre i 4000 metri sul livello del mare tra cui:
  • 4014 metri - Dente del Gigante
  • 4206 metri - Grand Jorasses
  • 4306 metri - Dome di Gouter
  • 4810 metri - Monte Bianco

Ci sono molti ghiacciai importanti, sopratutto sul versante francese più esposto a nord (Mer de Glace, Glacier des Bossons, Glacier du Talefre’, Glacier de Leschaux, Glacier d’Argentiere, Glacier du Tour) ma anche sul versante italiano (Ghiacciaio del Miage, Ghiacciaio della Brenva, Ghiacciaio del Brouillard, Ghiacciaio d’Estellette, Ghiacciaio del Triolet, Ghiacciaio di Pre de Bar.

Nelle foto in basso alcuni paesaggi grandiosi del Monte Bianco.

La raccolta di minerali

La raccolta di minerali
Tutto il massiccio è una regione di alta montagna e la maggior parte delle zone sono molto difficili da raggiungere ed esplorare. E' stato stimato che a tutt’oggi solo il 18% del territorio del Bianco è stato sistematicamente esplorato dal punto di vista mineralogico.

Il resto è una regione mineralogicamente vergine nel cuore dell’Europa. Inoltre bisogna considerare che questa è una zona con una fortissima erosione naturale. Ogni inverno, le valanghe, le frane ed il gelo spezzano le rocce e scoprono nuove porzioni di roccia. La naturale espansione dell’acqua che si trasforma in ghiaccio a 0 gradi, frattura la roccia come l’esplosivo, solo più lentamente.

Se si aggiunge che la stagione di raccolta minerali è concentrata in due o tre mesi dell’anno e in molte annate non è possibile fare ricerche per marcato maltempo, si puo comprendere il perché questa sia praticamente l’unica regione europea dove è ancora possibile fare ritrovamenti importanti. Non bisogna però pensare che la raccolta di minerali sia facile.

Il Monte Bianco non puo’ essere considerato un sito per raccoglitori della domenica. Solo persone atleticamente preparate e con conoscenze alpinistiche possono affrontare quest’area. Costoro in Francia sono chiamati ‘cristalliers’.

Essi rischiano letteralmente la vita attaccati ad una corda in parete per trovare minerali. Non c’è denaro che possa pagare il rischio e la fatica fisica dei cristalliers.

Qualcos’altro deve motivarli forse una passione per la vita ai limiti del pericolo, forse l’esaltazione dell’arrampicata fine a se stessa, forse la passione per i minerali.

E’ un dato di fatto comunque, che parecchi di loro hanno perso la vita per i minerali.

Nelle foto sopra si possono vedere alcuni tipici posti dove si possono trovare fessure alpine cristallizzate. Qua si puo' avere un'idea delle difficoltà e dei pericoli da correre per trovarle. Anche a minori altitudini è possibile effettuare buoni ritrovamenti, soprattutto sulle morene dei ghiacciai.

Questo perché le parti di roccia staccatesi durante l’inverno cadono sul ghiacciaio e restano inglobate in esso. Dopo molti anni sulla fronte del ghiacciaio con il disgelo, queste rocce affiorano e restano abbandonate sulla morena. Se la roccia era cristallizzata si possono trovare minerali.

Come regola generale si può dire che la parte sudoccidentale del massiccio è ricca di minerali rari perché ha una paragenesi più ricca. Al contario la parte nordorientale fornisce meno minerali rari ma i campioni delle specie più comuni sono veramente spettacolari. I migliori quarzi fumè e le famose fluoriti rosa vengono da qui.

Sul versante italiano c’è una piccola vecchia miniera di galena argentifera. La miniera del Miage è situata a 3500 metri d’altezza direttamente in parete alle falde della Tète Carrè. E’ abbandonata dal diciannovesimo secolo ed al tempo della coltivazione era possibile il lavoro solo per 3 o 4 mesi all’anno a causa dell'ambiente inospitale.

Si racconta che i pochi minatori preferivano dormire nelle gallerie perché le baracche erano costantemente sotto l’insidia delle valanghe e delle scariche di pietre.

Geologia

Circa 300 milioni di anni fa durante l’orogenesi ercinica una grande intrusione granitica formò la struttura di base dell’attuale massiccio del Bianco. Molti milioni di anni dopo (iniziando da 70 milioni di anni fa e continua tutt’ora) l’orogenesi alpina sollevò questa vecchia intrusione di granito e fratturandola si formarono crepe e fessure. Successivamente queste fessure furono percorse da fluidi di origine idrotermale e con il loro lento raffreddamento i cristalli crebbero in dimensione e campioni a volte spettacolari.

La formazione dei cristalli è il risultato di un’iniezione d’acqua mineralizzata nelle fessure preesistenti, durante il sollevamento del massiccio. Il processo di crescita dei quarzi nelle fessure alpine non è completamente conosciuto. Si può comunque immaginare che i granuli di quarzo del granito siano stati i germi di cristallizzazione. Metodi nucleari di datazione applicati alle adularie, hanno dato un’età di formazione di circa 18.5 milioni di anni. Alcuni quarzi contengono bolle d’acqua (enidri). L’analisi di quest’acqua ha permesso di calcolare le condizioni termodinamiche di crescita dei quarzi. La temperatura di formazione fu di circa 400° C e la profondità di circa 16 km corrispondente ad una pressione di 380 Mpa.

Il colore dei quarzi deriva da un’azione combinata di impurità e radioattività del granito. La paragenesi delle fessure è relativamente semplice. Essenzialmente possiamo osservare la successione: quarzo, adularia, fluorite, clorite, calcite e tutta una serie di minerali accessori meno frequenti (ematite, galena ecc.). Quale è la velocità di crescita di un quarzo ? Alcuni studi sui cristalli del Bianco suppongono sia abbastanza breve (da qualche mese a qualche anno). In seguito l’equilibrio chimico cambiò e la crescita si fermò. Se pensiamo che la pressione dei fluidi (380 Mpascal) necessaria a far cristallizzare il quarzo è vicina alla pressione delle rocce a 16 km di profondità e che i cristalli hanno un’età di circa 18.5 milioni di anni, si puo’ anche ipotizzare un sollevamento medio del massiccio di circa 0.9 mm per anno da 18 milioni di anni fa ad oggi.

Minerali

Il quarzo e la fluorite sono sicuramente i minerali sovrani del Monte Bianco e ne sono stati trovati campioni di qualità eccezionale apprezzati dai collezionisti di tutto il mondo. Ci sono naturalmente molti altri minerali che completano la mineralogia del Bianco.



Tratto da: www.macminerals.com
Autore: Marco Macchieraldo

Contributo fotografico

     

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