Mineralogia - Frammenti di pianeti, asteroidi e comete

È luogo comune associare al termine “meteorite” ogni sasso che provenga o che si trovi nello spazio. In realtà esistono dei termini ben precisi da utilizzare nel caso di corpi extraterrestri; con la parola meteoroidi si intendono corpi solidi interplanetari di dimensioni relativamente modeste che entrano nell’atmosfera di altri pianeti o satelliti. Si usa il termine meteora per indicare le strisce di luce connesse all’attraversamento dell’atmosfera da parte di piccoli meteoroidi (dal diametro anche pari a quello di un grano di sabbia) che si vaporizzano, fondono o esplodono per attrito con l’aria.

La corretta dicitura meteorite si applica invece soltanto a quei frammenti di meteoroidi che sono sopravvissuti all’attraversamento dell’atmosfera e hanno raggiunto la superficie di un pianeta (nel caso nostro la Terra) o di un satellite.
Le meteoriti sono dunque pezzi di altri corpi del nostro sistema solare che cadono sulla Terra. La maggior parte di esse si origina in seguito ad impatti di corpi extraterrestri, avvenuti principalmente in una fascia definita fascia asteroidea, situata in uno spazio compreso tra la Terra e Marte. Alcune meteoriti ben più rare provengono invece dalla Luna e da Marte (le meteoriti definite di tipo SNC).

Le meteoriti che vengono trovate dopo che sono state osservate direttamente durante la loro discesa si definiscono "cadute" (dall’inglese “fall”), mentre quelle che vengono trovate per caso sono chiamate "ritrovate" (dall’inglese “find”). Il nome delle meteoriti deriva generalmente dalla località o dalla formazione geografica più vicina al luogo di rinvenimento. Il termine "meteorite" può riferirsi ad un singolo campione completo o ad una specifica località.
Un argomento di discussione classico in tema di meteoriti è: “posso essere colpito da un meteorite?”, oppure nella sua variante catastrofistica: “il pianeta Terra potrebbe essere distrutto dall’impatto con un gigantesco meteorite?”. Alcuni dati scientifici ci vengono allora in soccorso: la caduta di meteoriti è un fenomeno continuo.

Sembra che ogni giorno cadano sulla Terra 1.000 tonnellate di materiale celeste e dunque la Terra aumenta la sua massa in modo progressivo.
Meteoroidi con un diametro iniziale fino 10 metri, attraversano quotidianamente l’atmosfera terrestre ma solo in rari casi raggiungono il terreno provocando crateri di dimensioni ridotte. Ogni cento anni assistiamo invece all’impatto sulla superficie terrestre di meteoriti con un diametro compreso tra i 10 e i 100 metri che possono causare disastri anche su scala continentale (è un esempio il celeberrimo meteor crater in Arizona).

Le meteoriti si considerano estremamente pericolose quando superano il Km di diametro perché in questo caso sollevano una colossale nube di polvere che può causare una forte diminuzione di temperatura, senza parlare dei danni diretti nel punto d'impatto. Un fenomeno di queste proporzioni si verifica ad intervalli di tempo dell'ordine di milioni di anni e può causare l’estinzione di varie specie.

Ci si può chiedere se in futuro si possa evitare un eventuale impatto con un corpo extraterrestre di tali dimensioni. La risposta è negativa, perché non basta avvistare il meteorite con i telescopi ma bisogna disporre di strumenti di difesa (esplosivo convenzionale, bombe atomiche o nucleari, laser) e di razzi vettori potenti e veloci. Questi ultimi non esistono. C'erano ai tempi della guerra fredda ma sono stati smantellati a causa degli elevati costi di manutenzione.

Una rete di sorveglianza ed avvistamento è già operativa e coinvolge osservatori astronomici USA ed anche italiani. Anche le bombe esistono e sono le stesse che erano state costruite per distruggere l'umanità e che ora potrebbero invece salvarla. La mobilitazione di risorse scientifiche, tecniche, politiche ed economiche potrebbe in futuro proteggere con uno scudo efficace la Terra.
Nonostante le preoccupazioni, allo stato attuale si conosce di un cane che e’ stato ammazzato dalla caduta di un meteorite in Egitto e di due macchine colpite senza fare vittime.

Attualmente la comunità scientifica divide le meteoriti in due grossi gruppi: le meteoriti differenziate e le meteoriti indifferenziate.

Le meteoriti indifferenziate sono costituite dalle condriti (l’86% delle meteoriti viste cadere), meteoriti litoidi che contengono piccole inclusioni di forma sferica (le condrule), e da alcune rarissime meteoriti litoidi prive di condrule classificate con i nomi di lodraniti, acapulcoiti e winonaiti.

Le meteoriti differenziate vengono invece suddivise in tre grossi gruppi: acondriti, sideriti e sideroliti.

  • Le acondriti hanno una composizione chimica simile a quella delle condriti, ma sono sprovviste di condrule e sono molto più rare; tra le acondriti (circa l’8% delle meteoriti viste cadere) ci sono il gruppo di meteoriti provenienti dall'asteroide Vesta (HED), dal pianeta Marte (SNC) e dalla Luna.
  • Le sideriti (o meteoriti ferrose) sono ritenute essere pezzi di nuclei frantumati di asteroidi differenziati e contengono quantità variabili di ferro e nichel. Le sideriti, rare tra quelle viste cadere (circa il 5%), sono le meteoriti più abbondanti in peso esistenti nelle raccolte di meteoriti, ciò grazie all’elevata densità e alla facile reperibilità sul campo grazie all’ausilio dei metal detector.
  • Le sideroliti composte grossolanamente per il 50% da materiali litoidi e per il 50% da materiali ferrosi vengono divise in pallasiti e mesosideriti.

Le mesosideriti sono frammenti spigolosi di roccia e nichel-ferro che si sono fusi insieme a causa dell'impatto con un altro corpo. Le pallasiti, tra le meteoriti più affascinanti, si ritiene che si siano formate sul confine tra nucleo e mantello degli asteroidi: esse contengono cristalli di olivina anche di qualità gemma.

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