Introduzione
Fra i tantissimi minerali esistenti, sono pochi quelli che occupano una posizione importante nel mondo della mineralogia e della gemmologia come la
benitoite.
Il nome deriva da
“San Benito County”, una zona della California dove tale minerale fu scoperto nel 1907.
La storia della scoperta dei depositi di benitoite è stata offuscata nel tempo, appare comunque certo che
le persone principali per la scoperta furono: James M. Couch (il primo in assoluto), L. B. Hawkins, T. E. Sanders e R.W. Dallas.
All’inizio gli scopritori confusero la benitoite con lo zaffiro. Alcuni campioni furono mandati all’università della California di Berkeley con lo scopo di confermare il ritrovamento di un nuovo giacimento di zaffiro. Attente analisi, effettuate dal
Dr. George Louderback, rivelarono invece la scoperta di un nuovo minerale, che lo stesso Louderback (1907, 1909) chiamò benitoite.
Dal momento della sua scoperta ad oggi, la popolarità della benitoite (sia come gemma, che come minerale da collezione) ha continuato ad espandersi.
Il 1 Ottobre del 1985, il governatore della California George Deukmejian, durante l’assemblea N. 2357, designò ufficialmente la benitoite come gemma di stato della California.
Attualmente bei campioni di benitoite di qualità gemmologica da taglio sono stati trovati solo nella
Benitoite Gem Mine in California. Questa miniera fu venduta nel 2001 da Bill Forrest e Elvis “Buzz” Gray a beneficio della Benitoite Mining Inc. (BMI).
La BMI ha lavorato fino al Giugno 2005, per l’estrazione di grezzi da taglio e minerali da collezione di benitoite. La vendita, di gemme e minerali, è effettuata dalla BMI in collaborazione con la
Trinity Mineral Company (John Veevaert) e la
Steve Perry Gems (Steve Perry).
I giacimenti di benitoite
La benitoite è stata rinvenuta in molte località vicine alla celebre
“Benitoite Gem Mine”, situata nella parte meridionale di San Benito County, California.
Al giorno d’oggi, solamente questa miniera ha prodotto benitoite di qualità gemma in quantità commerciali. Anche la
Junnila mine, situata 7-8 km a nord-ovest della Benitoite Gem Mine, ha raramente prodotto benitoite di qualità gemma, ma in quantità molto basse, e in campioni di dimensioni molto ridotte.
Altri tre piccoli depositi sono inoltre presenti vicino alla Benitoite Gem Mine: si chiamano
Numero Uno Mine,
Victor Claim e
Santa Rita Peak Property.
Benitoite di bassa qualità (non da taglio) è stata inoltre rinvenuta in:
Giappone (Kinzan-dani),
Australia (Broken Hill),
Arkansas (Hot springs) e
Sierra Nevada (Big Creek).
È molto probabile che ci sia presenza di benitoite in altre parti del mondo…..ma solo il tempo potrà dare delle risposte.
La benitoite è una gemma di valore,
estremamente rara. La richiesta mondiale di gemme è in continua ascesa e la popolarità della benitoite in rapida espansione.
Le gemme di benitoite sono più rare, rispetto ad altre gemme famose quali diamante, rubino, smeraldo e persino tanzanite, di alcuni ordini di grandezza!
La benitoite è una vera rarità per i collezionisti di pietre e la sua disponibilità (in termini di gemme di elevata qualità) sarà sempre più bassa in base alla richiesta.
Nelle miniere restano solo pochi blocchi attraversati da vene mineralizzate, una discreta quantità di depositi alluvionali e il materiale abbandonato dei vecchi scavi.
I grandi blocchi ininterrotti che hanno fornito numerosi campioni nel passato, sono ormai impoveriti. Esiste ancora una possibilità che la
Junnila Mine possa avere riserve di benitoite qualità gemma, ma il deposito è piuttosto piccolo e in media di
bassa qualità (Laurs et al., 1997).
La miniera più famosa, la Benitoite Gem Mine, è stata chiusa il 7 Giugno 2005; questo evento ha marcato la fine della più importante località mineraria nella storia della California.
Il 20 Luglio 2005, la miniera è stata riaperta da un nuovo proprietario, Dave Shriner; le operazioni di scavo sono iniziate il 15 Novembre 2005, con la speranza di trovare nuove vene produttive. Con molta probabilità,
il materiale di qualità gemma che potrà essere estratto in futuro, proverrà da questi ulteriori scavi nella Benitoite Gem Mine.
L’autore aggiunge, per esperienza personale, che è molto difficile ottenere grezzi da taglio di benitoite. L’autore è stato partecipe delle principali fiere mondiali di gemme e minerali, e ha potuto osservare solo pochissimi campioni di benitoite di qualità elevata.
Composizione chimica e processo di formazione della benitoite
La formula chimica della benitoite è BaTiSi3O9.
Il minerale si forma in seguito a metamorfismo di bassa temperatura e alta pressione; si rinviene in facies metamorfiche a scisti blu.
Gli elementi che compongono la benitoite, vengono mobilizzati dalla roccia ospite e depositati, durante uno stadio tardivo di raffreddamento di fluidi idrotermali, in vene. Le vene attraversano rocce di tipo serpentinitico.
Van Baalen (1995) suggerisce che la formazione della benitoite avviene successivamente a quella degli scisti blu. Le sue analisi stimano un’età di 100-160 milioni di anni per gli scisti blu e un’età di 12 milioni di anni per le vene ad alto tenore in benitoite. Tutta la benitoite trovata nei depositi della Benitoite Gem mine, è confinata nei pacchi rocciosi a scisti blu.
Proprietà cristallografiche
La benitoite appartiene al sistema esagonale dei minerali. Agli albori della cristallografia, si ipotizzava che ci fosse una classe del sistema esagonale in grado di produrre cristalli di forma trigonale. La scoperta della benitoite, offrì al mondo mineralogico
la prima specie conosciuta a cristallizzare nella classe ditrigonale-bipiramidale del sistema esagonale. La geminazione della benitoite avviene lungo l’asse c (0001) con due cristalli ruotati di 180°.
La maggior parte dei minerali scoperti nel
XX secolo, possono essere apprezzati solo al microscopio a scansione elettronica.
La benitoite suscitò grandi emozioni sia per la grandezza dei cristalli ben formati, e sia per la lucentezza e il fantastico colore blu degli stessi cristalli. Sono rarissimi i casi, riportati negli annuali di mineralogia, di ritrovamenti di una nuova specie mineralogica in cristalli tanto spettacolari.
I colori e le proprietà
Non tutti i cristalli di benitoite sono uguali. Il colore più famoso e apprezzato è il classico blu (ricco e caldo, tipo zaffiro) con eventuali tonalità violacee.
La benitoite si rinviene anche di colore rosa, grigio-verdastro, bianco e incolore.
L’origine del colore nella benitoite non è stata ancora determinata con certezza assoluta. La benitoite contiene tracce di Fe, quindi la colorazione potrebbe essere causata da Fe+2- Ti+4 o da trasferimento di cariche nell’intervallo Fe+2- Fe+3.
Joan Mamarella (comunicazione personale, 1997) suggerisce che il colore blu deriva dal titanio paramagnetico (nelle benitoiti bianche è diamagnetico).
La benitoite presenta un
dicroismo molto forte, al punto che il colore può variare da incolore, a blu, a viola-bluastro, secondo l’orientazione del cristallo.
Il caratteristico colore blu della benitoite è del tutto naturale,
questa gemma non subisce alcun trattamento, nemmeno termico o per irraggiamento.
È possibile invece, che alcune benitoiti incolore diventino di color
arancio in seguito a riscaldamento (Bill Forrest, comunicazione personale, 2002).
La benitoite presenta
forte fluorescenza (colore azzurro luminoso) sottoposta alle onde ultraviolette corte (UVC); la fluorescenza è maggiore in campioni più opachi in qualità non da taglio. Alcuni cristalli presentano anche una
debole fluorescenza rossastra alle onde ultraviolette lunghe (UVL).
La benitoite ha
un’elevata dispersione, identica a quella del diamante (Tabella 2), è per questo motivo che le gemme di benitoite hanno
un fuoco eccellente, al punto da sembrare degli autentici
“diamanti azzurri”. Le proprietà della benitoite sono riassunte in Tabella 1.
Tabella 1: schema riassuntivo delle proprietà e delle caratteristiche della benitoite (BaTiSi3O9)
| Proprietà mineralogiche |
Proprietà ottiche
|
Proprietà fisiche |
Informazioni d’interesse
gemmologico |
Ciclosilicato
Gruppo: dimetrico
Sistema: esagonale |
Uniassica (+)
nω: 1.757
nε: 1.804
Birifrangenza: 0.047
Dispersione: 0.044
Forte dicroismo |
Durezza: 6-6.5
Densità: 3.63-3.70
UVL: possibile fluorescenza rossastra debole
UVC: forte blu |
Principali inclusioni: cristallini aghiformi di fillosilicati, bifasi, fratture.
Si confonde con gemme di: zaffiro, tanzanite, diamante azzurro, zaffiro sint. Kunzite (per gemme viola). |
Tabella 2: schema riassuntivo dei valori della dispersione, fattore responsabile del fuoco, nelle principali gemme. La dispersione alta è quella che conferisce alla gemma il fuoco più gradevole (BaTiSi3O9)
| Dispersione bassa |
Dispersione media |
Dispersione alta |
Dispersione molto alta |
fluorite: 0.007
quarzo: 0.013
apatite: 0.013
berillo: 0.014
topazio: 0.014
crisoberillo: 0.015
andalusite: 0.016
|
Iolite: 0.017
Danburite: 0.017
Tormalina: 0.017
Kunzite: 0.017
Corindone: 0.018
Spinello: 0.020
Peridoto: 0.020
Tanzanite: 0.021
Spessartina: 0.027
YAG: 0.028 |
GGG: 0.038
zircone: 0.038
diamante: 0.044
benitoite: 0.044
titanite: 0.051
demantoide: 0.057
zirconia cubica: 0.066
moissanite: 0.104
|
Sfalerite: 0.156
Fabulite: 0.190
Rutilo: 0.280 |
Conclusioni
La scoperta della benitoite è ricordata come uno dei nuovi ritrovamenti più eccitanti, del XX secolo, nel regno della mineralogia.
Le miniere di benitoite di qualità gemma sono praticamente esaurite; si sta tentando di aprire nuove vie, ma allo stato attuale non è possibile immaginare l’immissione di nuove gemme sul mercato in grado di soddisfare la richiesta mondiale.
Le caratteristiche gemmologiche, l’incredibile colore blu naturale e la rarità, fanno della benitoite una gemma in continua ascesa di prezzo. Il prezzo della benitoite subirà un notevole rialzo il giorno in cui la miniera principale, la
Benitoite Gem mine, verrà chiusa.
Scheda tecnica: Benitoite
Testi di John Veevaert