Il
Brasile, insieme alla
Colombia e allo
Zambia, è uno dei maggiori produttori mondiali di smeraldi. Le località brasiliane “smeraldifere” principali sono situate negli stati di Minas Gerais, Bahia e Goias; gli smeraldi di qualità migliore si rinvengono nella regione di
Nova Era (
Minas Gerais), in una zona circa 100 km a nord-est di Belo Horizonte. Gli smeraldi estratti in questa regione si possono comparare a quelli colombiani di buoni qualità (ma non a quelli extra!).
Il primo deposito di smeraldi vicino a
Nova Era, la
Belmont mine, fu scoperto solo nel
1978 (Hänni H.A. et al., (1987): Die Smaragde der Belmont-Mine bei Itabira, Minas Gerais, Brasilien: Vorkommen und Charakteristika. – Z.Dt.Gemmol.Ges. ). Il ritrovamento avvenne in una area molto ben studiata a causa di uno dei maggiori depositi mondiali di ferro, nelle vicinanze di
Itabira. Anche i depositi dell’alessandrite brasiliana di migliore qualità furono scoperti per caso nel
1986 vicino a
Hematita (25 km a nord di Nova Era), e vennero sfruttati dopo poco tempo. La seconda miniera di smeraldi, la
Capoeirana mine, fu scoperta nel
1988 (Epstein D.S. (1989): The Capoeirana emerald deposit near Nova Era, Minas Gerais, Brazil – Gems & Gemology 25, 150-158); tale miniera è attualmente controllata da un gruppo di minatori. La terza miniera, la moderna
Piteiras mine, fu scoperta nel
1998 e il suo ritrovamento è stato descritto dettagliatamente (Kanis J. (2002): Piteiras, Brasilien: Erfolgreiche Smaragdsuche mit modernsten Methoden. – Lapis 27, 3, 13-18).
L’ultima miniera di smeraldi scoperta a Nova Era, chiamata
Rocha mine, sarà aperta nel
2007. La Rocha mine è situata 2 km a nord della Belmont mine, all’incirca a metà strada fra Nova Era e Itabira. L’area è di proprietà di una compagnia privata brasiliana, il cui proprietario possiede anche miniere di ferro vicino Itabira (oltre a possedere grossi capitali e una grande cultura geologica, requisiti necessari per sfruttare al meglio i terreni minerari). In questa area erano stati rinvenuti in passato cristalli alluvionali di
acquamarina e
alessandrite. La Rocha mine si presenta come un terreno fortemente lateritico, collinoso e con una fitta vegetazione.
Moderne ed efficienti prospezioni geochimiche, iniziate nel
2004, furono effettuate campionando il suolo in linee parallele, orientate perpendicolarmente alle presunte direzioni delle rocce contenenti smeraldo. Molti elementi chimici furono analizzati dai campioni di roccia estratti, in particolare furono considerati i tenori di elementi quali
Be,
Cr e
Ni.
Le
isocrone (linee che uniscono i posti con le stesse composizioni chimiche degli elementi considerati) mostrarono molto bene gli affioramenti delle rocce con potenziale contenuto di smeraldo, di conseguenza furono fondamentali nell’indicare le aree su cui concentrare gli scavi.
Gli
smeraldi sono stati rinvenuti in uno strato di
gneiss biotitico-flogopitico, situato all’interno di rocce metamorfiche di età Precambriana. Tale pacco roccioso occupa la stessa posizione geologica delle rocce con smeraldo presenti negli altri tre depositi di
Nova Era.
Lo spessore dello strato contenente smeraldi varia da 2 a 12 metri e il contenuto di berillo raggiunge anche i 200 grammi per tonnellata. Molti smeraldi hanno cristallizzato anche all’interno o a contatto di lenti pegmatitiche. Tali lenti sono composte essenzialmente da quarzo e feldspato e possono essere lunghe anche alcune decine di metri.
Gli
smeraldi della Rocha mine sono di solito di colore verde-scuro e i cristalli hanno una lunghezza media di circa 5 cm, ma l’autore ha potuto osservare, durante una visita nel
Maggio 2007, un fantastico
cristallo di smeraldo di 13 x 6 cm, non completamente di qualità gemma, ma comunque impressionante, e cristalli ancora maggiori di berillo verde.
Le proprietà gemmologiche degli smeraldi della Rocha mine non sono ancora state studiate; presumibilmente sono analoghe a quelle dei campioni provenienti dagli altri depositi di Nova Era, in quanto provengono dallo stresso tipo di rocce (le proprietà sono descritte in dettaglio nei lavori di Hänni et al. (1987) e Epstein (1989) precedentemente citati).
La compagnia che possiede la miniera, con regolare licenza di prospezione, ha iniziato le opere di scavo costruendo una galleria che ha già raggiunto i
100 metri di lunghezza.
Al momento la compagnia è in attesa di una licenza mineraria per poter iniziare a pieno regime l’estrazione di smeraldi. I proprietari hanno già ricevuto offerte d’acquisto per ogni tipo di prodotto che verrà estratto:
dalle singole pietre della migliore qualità , fino ai più piccoli frammenti di smeraldo anche sotto i 2 mm.
Le richieste ottenute e le riserve già pronte di smeraldi garantiranno ai proprietari il denaro sufficiente per continuare gli scavi a profondità maggiori, che significa per loro la possibilità di estrarre per lungo tempo smeraldi di grossa taglia e di qualità
gemma.
Tratto da: Rivista Gemmologica Italiana
Scritto da: Jaroslav Hyrsl