Scienza e Curiosità - Agata dendritica

Detta anche pietra di Mocha

Detta anche  pietra di Mocha

Circa 300 anni fa in una regione dell’India, e precisamente nell’Uttar Pradesh, in un greto di un torrente fu rinvenuto un sasso strano che presentava delle figure interessanti.
L’autore del ritrovamento era un appassionato di scienze naturali e particolarmente di geologia. Con mezzi rudimentali tutt’ora in uso, riuscì a segare e lucidare questa pietra rivelando una figura simile ad un albero. Volle farne dono al Raja’ della regione ed egli, compiaciuto ed esaltato dalla bellezza di questa rara pietra , gli regalo’ un grande appezzamento di terra dove iniziarono degli scavi lungo le sponde di questo fiume.

Il giacimento non ancora descritto da nessun libro presenta uno strato ad alcuni metri di profondita’ dove si rinvengono noduli e livelli molto ricchi di quarzo sia in forma cristallina compatta che in forma di calcedonio dove il manganese e il ferro hanno deposto nei milioni di anni questi ossidi bellissimi.
I colori vanno dal nero al bruno e rosso, più raramente verde,giallo e bianco.

Il villaggio piu’ vicino si chiama Banda e tutti nel paese si dedicano alla ricerca, taglio e lucidatura di queste pietre. Naturalmente non tutte sono di buona qualità ; forse solo 1% è realmente bello da essere usato in gioielleria.
 
I cinesi hanno provato ad ottenere la concessione di questo posto ed appropriarsi del business, ma senza successo. E così vale per chiunque tenti di variare questo equilibrio che fa sopravvivere centinaia di persone, abituate ad un ritmo di vita antico , lento, ma costante. Ancor oggi questi tagliatori usano dei sistemi molto primitivi,ma che danno buoni risultati.

Per esempio per segare la roccia usano un arco di legno appesantito da un sasso su un estremità ( per bilanciare la forza) teso con un cavo d’acciaio che viene cosparso di polvere di carborundum e olio.
Possiamo immaginare quanto tempo ci possa volere per arrivare al pezzo finito. Inoltre la difficoltà consiste nel segare la roccia esattamente parallela alla dendrite: un grado di differenza e sarebbe tutto rovinato.
Poi vi è la lucidatura che richiede parecchio tempo e potrebbe comunque compromettere il risultato in quanto lo spessore della dendrite è meno di un decimo di millimetro.

Storicamente queste pietre furono conosciute in passato come “pietre di Mocha” provenienti si dice da una città araba dello Yemen sul Mar Rosso, chiamata appunto Mocha o Mockha ,Mukha ( in arabo Al-Mukah).

Per finire, ogni pietra è unica e irripetibile e il valore è dato dalla perfezione e completezza della dendrite, nonché dalla dimensione.
Mediamente le dimensioni variano da 10 mm. fino a 60 mm.; pezzi più grandi e perfetti sono considerati rari.
Tra le più affascinanti ci sono quelle bicolore o anche tricolore: base nera, poi rosse e gialle sulle punte come fossero alberi fioriti.


Testi di Marco Campos
Foto di Mauro Pantò

Contributo fotografico

     

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