È grazie alla particolare geometria dei suoi giacimenti, che il mercato dei diamanti ha potuto essere così facilmente controllato. Infatti i giacimenti primari di diamanti sono
molto piccoli e assolutamente verticali, con una produttività estremamente costante in tutta la massa della roccia scavata e con una durata della vita di una miniera estremamente lunga.
Qualunque altro giacimento è soggetto ai capricci della geologia, all’incostanza dei filoni produttivi o alla geometria spesso molto estesa nel sottosuolo, che non di rado passa frontiere nazionali.
I giacimenti di diamanti sono tutti uguali, si tratta di camini verticali di 1-2 km di diametro al massimo (il camino A154N di Diavik ha solo 100 m di diametro), che contengono una roccia particolare detta
kimberlite.
In questa roccia i diamanti sono disseminati
con una densità che può raggiungere i 5 carati per tonnellata (Diavik), cioè circa 11 carati per metro cubo! Comparato con altre gemme di minor pregio, è moltissimo.
I camini kimberlitici si formano durante particolari eruzioni. Infatti i diamanti sono stabili nel mantello terrestre a profondità di circa 200 km. E a quelle profondità sono decisamente
abbondanti, ma nessuna tecnologia è attualmente in grado di raggiungere quelle profondità.
Per fortuna c’è un tipo di eruzioni che porta direttamente i diamanti in superficie senza soste intermedie: le
eruzioni kimberlitiche.