"Il taglio in un diamante, non riguarda solo la forma, ma coinvolge molti altri aspetti che possono influenzare la sua bellezza".
Il modo in cui viene tagliato un diamante può influenzare la purezza e il colore, di conseguenza può avere ripercussioni sul valore finale della gemma.
Il taglio regola il diamante e la luce che lo circonda facendo si che gli elementi interagiscano al meglio tra loro, determinando l'aspetto finale della gemma.
Il fattore taglio, è sempre più considerato nell'attuale mondo della gemmologia, ed è per questo che negli ultimi anni sempre più professionisti gli hanno dedicato nuovi studi.
Per poter definire meglio il taglio di un diamante dobbiamo considerare la fattura.
La fattura di una gemma è il prodotto delle proporzioni e delle finiture.
Le proporzioni
Le proporzioni di un diamante contribuiscono al corretto comportamento della luce che attraversa la gemma stessa, influenzando la
brillantezza (
rifrazione) e il
fuoco (
dispersione).
Un raggio di luce che penetra attraverso la tavola di un diamante con proporzioni
scadenti, fa un percorso improvvisato, magari uscendo immediatamente attraverso il padiglione. In questa situazione l'aspetto del diamante si dimostrerà scuro e affatto vivace, probabilmente perchè sarà stato tagliato con una scarsa considerazione sulle
percentuali di profondità.
Mentre, se le proporzioni saranno
perfette, il risultato finale vedrà un diamante luminoso e luccicante.
Solo quest'ultimo esemplare avrà un'ottima collocazione sul mercato.
Proporzioni ottimali
Nei diamanti taglio brillante rotondo, il punto di riferimento è il dato che si ottiene misurando il
diametro della cintura.
Una volta ricavata questa misurazione, si può asserire che un diamante per poter essere classificato come un diamante correttamente proporzionato, deve rispettare queste proporzioni:
- la percentuale di tavola deve avere un campo di variazione compreso tra il 50 ed il 60 per cento del diametro della cintura;
- l'angolo della corona si colloca tra i 25° ed i 35°;
- il padiglione ha una percentuale di profondità compresa tra il 40 e il 44 per cento rispetto al diametro della cintura;
- lo spessore della cintura deve avere una percentuale oscillante tra il 2 e il 5 per cento del diametro della cintura stessa.
La finitura
La
finitura è un elemento cardine da cui prescinde l'aspetto finale di un diamante e il risltato che arriva agli occhi di un ammiratore.
La
finitura di un diamante è il risultato della combinazione di due fattori:
Politura è il termine con cui si indicano le condizioni totali della supeficie globale del diamante.
Grazie alla sua durezza il diamante è la gemme che mantiene il massimo grado di politura, rispetto a tutte le altre gemme.
Per una corretta valutazione del grado di politura di un diamante, bisogna tenere in considerazione aspetti quali, abrasioni, tacche, incavature, linee di politura, cintura grezza e graffi, che coivolgono la superficie del diamante.
Con il termine simmetria, invece, si intende la precisione e l'equilibrio con il quale si è tagliato un diamante.
Nel momento in cui si valuta la simmetria di una gemma, si tengono in considerazione elementi come l'apice o la tavola fuori centro, tavola e cintura non paralleli, faccette non perfettamente appuntite, tavola non perfettamente ottagonale oppure faccette distorte.
Anche uno solo di questi fattori, se presente, potrebbe contribuire a squilibrare l'aspetto simmetrico di un diamante.