Diamanti - Introduzione

In un periodo in cui si registra un forte interesse per il controllo della qualità di tutto ciò che viene posto in commercio, tanto da assistere alla nascita di numerose associazioni con il comune spirito di tutelare i consumatori, ci si rende conto quanto ci sia ancora da fare per colmare le lacune normative che appannano il settore della gioielleria ed in particolare della gemmologia.

Un numero sempre più crescente di gioiellieri, lamenta la presenza sul mercato di diamanti sigillati e dotati di pseudo certificati, che, sottoposti a verifica, rivelano caratteristiche sostanzialmente difformi da quelle dichiarate. Questi diamanti di diverse carature (solitamente da 0,05 a 0,50 ct) vengono distribuiti da soggetti visibilmente privi di qualifica professionale e strumentazione idonea, che si limitano a dare rilievo alle eccezionali caratteristiche che sarebbero proprie del diamante sigillato (molto spesso di purezza dichiarata IF e colore dichiarato G).

Un problema questo, piuttosto serio ed allarmante, visto che spesso i clienti acquistano i diamanti sigillati e certificati proprio per la sicurezza che tale “confezionamento” conferisce al prodotto.
Evidentemente queste gemme risultano particolarmente convenienti, poiché prive dei costi di analisi gemmologica, oltre che del minor valore del materiale utilizzato.

Capita però, che la gemma non rimanga a lungo chiusa nel suo sigillo, ma venga utilizzata per la creazione di un gioiello; ed ecco che spesso si scopre il misfatto. Nei casi più eclatanti lo stesso orafo o incastonatore, con un minimo di esperienza in materia gemmologica, si troverà di fronte alla netta contraddizione tra le caratteristiche evidenziate sulla confezione e la reale qualità.

Nessuno vorrebbe essere nei panni di chi si imbatte nella situazione appena descritta, sia esso il consumatore finale, il gioielliere o anche l'orafo che ha proceduto all'apertura della gemma.

La professionalità del gioielliere verrà messa in discussione, pur essendo probabilmente esso stesso del tutto ignaro della qualità della gemma contenuta nella confezione.

Il cliente che torna dal gioielliere a contestare l'acquisto, spesso si trova in una strada senza uscita ove ciascuno rimanda le responsabilità al proprio fornitore.

È bene precisare che esistono comunque norme ed usi che sono internazionalmente riconosciuti e che rappresentano un preciso riferimento di comportamento, oltre, naturalmente, al codice del consumo.

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