Non ci sarebbe potuto essere modo migliore per celebrare il centenario della De Beers:
un diamante di tale fattura incontrato proprio nella Premier Mine (Transvaal, Sud Africa), la miniera che ha prodotto il Cullinan e circa 300 pietre con peso superiore ai 100 carati.
Il Centenary fu trovato il
17 Luglio 1986, grazie al sistema elettrico ai raggi X in uso alla Premier Mine. Solo pochissime persone, che mantennero il segreto, seppero della scoperta.
Il grezzo assomigliava ad una scatola di fiammiferi irregolare, con un “corno allungato” da un lato e una profonda concavità sulla superficie piatta più larga.
Tale forma creava dei problemi nel taglio apparentemente insolubili. Alla televisione direbbero “per un problema grande... ci vuole un tagliatore grande!”; l’uomo scelto per analizzare il Centenary fu quindi il grande
Gabi Tolkowsky, probabilmente il miglior tagliatore di diamanti al mondo.
Il prozio di Gabi, Marcel Tolkowsky, matematico ed esperto in diamanti fu l’autore del libro
“Diamond Design”, in cui venivano spiegati i segreti del taglio del diamante così come lo conosciamo oggi. Gabi Tolkowsky d’altro canto nel 1988 rivelò
cinque nuovi tipi di taglio del diamante che ottimizzavano colore e brillantezza; l’abilità di Gabi era quella di saper creare gemme uniche con l’aggiunta di altre faccette rispetto al taglio classico a brillante.
Tolkowsky osservò attentamente il Centenary e concluse che:
- il colore era fantastico e quindi da questo punto di vista il grezzo non richiedeva particolari cure;
- il “corno allungato” e altre piccole asperità avrebbero dovuto essere rimosse;
- si sarebbe dovuta realizzare un’unica gemma grossa e con un taglio nuovo, appositamente creato per il Centenary, perchè non erano possibili soluzioni che prevedessero tagli classici.
Nel 1988 a Johannesburg, presso un laboratorio segreto della De Beers, Tolkowsky, Mick Harris, Geoff Woolett, Jim Nash, Dawie du Pleiss e un’equipe di ingegneri, tecnici e guardie di sicurezza iniziarono le operazioni di taglio.
Tutte le macchine vennero appositamente costruite per il taglio del Centenary, in modo da rendere ottimale il lavoro.
Durante il primo anno, usato per la costruzione dei macchinari, Tolkowsky osservò ogni minima parte del grezzo per decidere il tipo di taglio, ma durante l’intero anno il Centenary non fu minimamente scalfito.
Tolkowsky dichiarò in seguito: “ Dal primo momento che ho saputo che sarei stato incaricato di tagliarlo, sono diventato un altro uomo. Io osservavo la pietra durante il giorno e la pietra osservava me durante la notte.”.
Iniziarono quindi le operazioni di taglio; i primi 154 giorni servirono per rimuovere a mano circa 50 carati, portando il Centenary, con gli angoli smussati, ad un peso di circa 520 carati. Vennero quindi portati alla De Beers i progetti di 13 tipi diversi di forma possibili; alla fine fu scelta una forma a cuore modificata.
La scelta fu giustificata con le seguenti parole: “effettivamente la forma finale sarà a cuore, però non ci sarà una scanalatura. L’idea del nostro team è quella di realizzare una pietra che possa adornare il turbante di un sultano o di un Maharaja.”.
Nel Marzo 1990 iniziarono le operazioni di sfaccettatura. Nel Febbraio 1991 il Centenary era finito: la pietra pesava 273,85 carati, misurava 39,90 × 50,50 × 24,55 mm ed era composta da 247 faccette! Mai un diamante aveva avuto un numero di faccette così elevato.
Tra i diamanti “top-color” il Centenary è secondo per dimensioni solo al Cullinan I e al Cullinan II; tra i tre diamanti però solo il Centenary è stato tagliato secondo criteri moderni, inoltre il GIA ha reputato il Centenary superiore ai Cullinan per quanto riguarda il colore, classificandolo D-color, di tipo IIa, privo di ogni tipo di impurezza chimica e distorsione plastica: si può affermare che il Centenary è chimicamente puro e strutturalmente perfetto. Il grado di purezza del Centenary è risultato essere IF.
Questa spettacolare pietra fu presentata al mondo da Nicholas Oppenheimer nel maggio 1991, il funzionario della De Beers dichiarò: “Chi può dare un prezzo a questa pietra? Noi l’abbiamo assicurata per circa 100 milioni di dollari”.
Voci dicono che la De Beers abbia venduto il Centenary; la politica della De Beers è di mantenere anonimi i grossi compratori, per questo motivo al giorno d’oggi non sappiamo dove si trovi il Centenary, ma una pietra del genere non si può nascondere per sempre... la rivedremo presto in giro!