Nel 1973, John Gurney, ricercatore dello Smithsonian Institute di Washington, pubblicò una ricerca secondo la quale alcuni minerali tra cui un tipo di granato piropo detto G10, erano esclusivi delle kimberliti diamantifere e quindi potevano essere considerati indicatori della presenza di diamanti.
Questi minerali erano estremamente più abbondanti dei diamanti e quindi semplificavano infinitamente le ricerche. Ma questa ricerca fu importante soprattutto per un altro motivo: era di dominio pubblico, cioè offriva un metodo facile a chiunque volesse mettersi alla ricerca dei diamanti per proprio conto. E così fu.
Nel 1974, Chris Jennings, un geologo sudafricano al servizio della Falconbridge Limited, una società mineraria canadese che cercava nichel e rame in Sudafrica, fu il primo che applicò la geofisica alla ricerca dei camini kimberlitici.
Egli compì per la prima volta una prospezione aerea sul deserto del Kalahari, nel Botswana, e in pochi giorni scopri ben 66 camini.
Fra questi il camino di Gope venne dichiarato di buon tenore grazie alla collaborazione con Gurney. Purtroppo però nel 1981, la Falconbridge cedette parte della proprietà alla De Beers e Jennings perse ogni ambizione nell’impresa, gli sfilarono il tappeto da sotto i piedi.
Intanto l’attenzione dei ricercatori si era rivolta verso il continente nord americano, dove erano conosciuti tre antichi cratoni e in varie località erano state trovate tracce di diamanti, nelle morene glaciali attorno ai Grandi Laghi, nel Kentucky, in Arkansas, nell’Ontario.
Già nel 1978, la Superior Oil, società comproprietaria della Falconbridge, aveva cominciato a cercare diamanti in Nord America, prima nel Colorado, poi nella Columbia Britannica. Per parecchi anni molti ricercatori rivolsero la loro attenzione a cercare diamanti in Nord America, ma senza successo. C’era in quegli anni un detto: che l’america era un buon posto per vendere diamanti, ma pessimo per cercarli.
Anche la De Beers, stava in gran segreto facendo ricerche in Nord America, ma i dipendenti della De Beers avevano un gran problema. Non potevano entrare negli Stati Uniti a causa di una azione legale antitrust promossa dal Dipartimento di Giustizia di Washington, che accusava la De Beers di iniziative miranti a calmierare il prezzo dei diamanti.
E gli Stati Uniti erano anche il principale mercato al mondo di diamanti finiti.