Diamanti
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I diamanti di Diavik
Nella primavera del 1994,
Eira Thomas, la figlia di Grenville, lavorava come geologo capo al campo base della Aber, sulle rive del Lago di Gras.
Aveva 24 anni e si era appena laureata in
geologia. Alla Aber era in corso una trattativa per una fusione con la DHK, un gruppo di juniores che aveva vaste concessioni vicine a quelle della Aber.
Ma la fusione era un’ultima spiaggia, perché la DHK godeva di una maggiore forza in borsa.
Eira doveva evitare la fusione e l’unica maniera era trovare un giacimento che rendesse forte la Aber. E così mise il turbo.
Il 27 aprile si cominciò a trivellare una anomalia magnetica denominata A-21 sotto le acque gelide del Lago di Gras.
I trivellatori cominciarono a lavorare
24 ore al giorno. Inoltre il ghiaccio si stava sciogliendo e questo metteva ancora più fretta alle squadre.
Alla fine i risultati furono positivi, si rattava di un
camino diamantifero. Però gli investitori davano segni di impazienza.
Servivano dati più concreti per verificare il giacimento e quantificarlo.
Eira decise, contro l’opinione di tutti, di trivellare la piccola anomalia A-154, molto vicino alla A-21, che poteva essere un camino gemello. Una prima trivellazione diede esito negativo, ma Eira si ostinò e
decise di trivellare di nuovo la stessa anomalia.
Visti i costi di una trivellazione nel grande nord, e visto che le spese erano a carico della
Rio Tinto, questa fu una decisione alquanto azzardata. Tutti erano contro di lei, sia al campo base che nella società. Tuttavia era lei il capo e alla fine si trivellò. Quando le portarono le carote dell’ultima trivellazione, il campione era così ricco che vi trovarono un
diamante di due carati, sebbene in genere le carote contengono al massimo microdiamanti.
Il campo base venne immediatamente sigillato e la notizia non venne comunicata neppure al padre di Eira,Grenville, per il timore che una telefonata venisse intercettata. Eira dormì con la carota sotto il cuscino e il giorno seguente volò immediatamente a Vancouver per mostrarla a suo padre.
Eira aveva scoperto Diavik, il gruppo di camini diamantiferi con il più alto tenore al mondo, quasi
5 carati per tonnellata.
Si calcola che i camini kimberlitici sotto il lago di Gras contengono diamanti per
138 milioni di carati e forniranno diamanti grezzi per
400 milioni di dollari all’anno per 20 anni. Sfruttare il giacimento di Diavik nelle Barren Land però, a 200 km dal circolo polare artico, non è cosa da poco.
Il sito è connesso alla capitale per via di terra solo in inverno per circa dieci settimane,
tra febbraio e marzo da una strada privata mantenuta dalle compagnie che ne fanno uso.
In questo periodo è in funzione una strada per i rifornimenti, costituita per il
75% da ghiaccio.
Durante il resto dell’anno l’unico mezzo di trasporto è l’aereo o l’elicottero, ma
i macchinari pesanti e le attrezzature della miniera e del campo base devono essere trasportati per terra con immensi camion .
La zona del camino
kimberlitico è stata drenata dall’acqua, ma poichè il Lac de Gras è molto esteso, dovettero costruire una diga di circa 4 km, tutta attorno al giacimento, la cui costruzione durò quasi due anni.
In inverno, le temperature sono così rigide che le grandi macchine scavatrici e le trivelle che lavorano nella miniera, non possono fermarsi mai, altrimenti rischiano di crepare l’acciaio.
Tutte queste difficoltà portarono via molto tempo e l’estrazione dei diamanti cominciò solo nel dicembre 2002.
Nel maggio 2003, Diavik ha fatto il suo
primo milione di carati. La Aber riceve il 40% delle gemme estratte a Diavik che nel 2006 produsse quasi
10 milioni di carati.
Le pietre sono di una qualità così buona, che nel
1999 la società newyorchese
Tiffany firmò un contratto per l’acquisto di
50 milioni di dollari all’anno per 15 anni.
Ma la cosa più importante è che la
Aber vende direttamente a Tiffany senza passare per la DTC, il Diamond Trading Company di Londra, società controllata dalla De Beers, che gestiva la valutazione e la vendita all’asta di quasi tutti i lotti di grezzi in circolazione sul mercato.
Nel 2002,oltre
300 camini kimberlitici erano già stati scoperti nei Territori del Nord- Ovest, dei quali tra i 15 e i 25 con potenziale economico. Insieme, Diavik e Ekati producono oggi circa
il 15% in valore dei diamanti estratti in tutto il mondo.
Successivamente anche nel vicino stato di Nunavut furono trovati diamanti e nell’agosto 2006 venne aperta la
Jericho Mine, la terza più grande miniera canadese.
Queste scoperte hanno fatto del Canada il primo paese al mondo come riserve diamantifere e il terzo come produzione, dopo Botswana e Russia, sorpassando il Sudafrica.
Nel luglio 2000 il fracasso del cartello De Beers era talmente chiaro, che Nicky Oppenheimer fu obbligato a dichiarare che
“a causa dell’apertura di nuove fonti, specialmente in Canada, è ormai evidente che un ruolo di controllo del mercato diamantifero non può più essere sostenuto”.
Oggi oltre il
50% della produzione diamantifera mondiale
è fuori dal controllo De Beers. A differenza che in Africa e in Russia, in Canada le compagnie minerarie devono rispettare forti controlli sulla sicurezza sul lavoro e sul rispetto medio ambientale.
Alla Diavik, per esempio, nemmeno un incidente è stato rilevato dall’inizio dei lavori. Per questa ragione i diamanti canadesi sono considerati
eticamente corretti, soprattutto rispetto alle pietre africane che hanno finanziato per anni le guerre civili del Congo e della Sierra Leone spesso sfruttando la manodopera infantile.
I Territori del Nord-Ovest sono il primo governo al mondo che certifica i propri diamanti come prodotti e tagliati nel proprio territorio. Il certificato di
“Canadian Arctic Diamonds” inciso al laser sulla cintura della gemma, offre alla quotazione delle pietre un premio compreso tra il
5% e il
30%.
Oggi il
Kimberly Process certifica l’origine dei lotti di diamanti grezzi con un complesso sistema di tracciamento dei lotti, al quale ogni commerciante di pietre deve attenersi.
Il Kimberly Process serve a garantire che le pietre non provengano da zone in conflitto di guerra.
A nessuna sposa farebbe piacere sapere che il suo anello di fidanzamento è servito a finanziare una guerriglia in Africa e che con i suoi soldi sono state comprate armi e uccise persone.
Il Kimberly Process oggi è legge in 74 paesi, tuttavia l’origine canadese delle pietre vale più di qualunque certificato.
Numerose taglierie si sono installate a
Yellowknife per garantire il completo controllo delle pietre in territorio canadese e assicurare i massimi benefici economici al paese.
L’ultima importante acquisizione per Yellowknife è stata
l’apertura nell’ottobre 2003 della taglieria. Laurelton Diamonds di proprietà della gioielleria Tiffany.
Inoltre nei Territori del Nord-Ovest,
le compagnie minerarie sono tenute a versare un contributo al governo dei nativi e ad assumerne una certa percentuale. Nel caso di Diavik si tratta del popolo dei
Dogrib.
Questi soldi servono per
risarcire le popolazioni locali da quelle concessioni che calpestano i terreni normalmente usati per altri scopi, come per le migrazioni di animali (i Dogrib sono cacciatori) o per motivi religiosi.
Oggi Eira Thomas è detta
“the Queen of Diamonds”, la Lara Croft dell’industria mineraria. È direttrice della
Stornoway Diamond e dalle sue miniere escono diamanti per
un milione di dollari al giorno. Nel 2004 si è tolta lo sfizio di comprare la catena di gioiellerie
Harry Winston.
La sua nuova socia è
Catherine McLeod-Seltzer, un’altra donna dell’esplorazione mineraria che scoprì un immenso giacimento d’oro in Perù.
Eira e Catherine continuano a cercare kimberliti in giro per il mondo.
Si ringrazia la
Rio Tinto Diamonds per la gentile concessione delle foto inserite in questo articolo.