Le
taglierie sono luoghi di forti contrasti: si svitano lampadine per staccare la corrente perché spesso mancano gli interruttori, ma si usano casseforti di massima sicurezza per conservare le pietre; le persone che ci lavorano il più delle volte non hanno i soldi per comprarsi una bicicletta, ma toccano centinaia di pietre che valgono come un appartamento; le pietre entrano come ciottoli rugosi ed escono come gemme sfavillanti.
I processi che avvengono in una taglieria sono molto semplici, ma vanno eseguiti con estrema cura e precisione per evitare spreco di materiale e quindi di denaro.
Tutto inizia con il tagliatore che prende in mano un grezzo e lo studia al fine di visualizzare la gemma che intende creare; in questa fase egli decide la forma migliore, le parti da eliminare e la posizione delle future facce della gemma.
Il tagliatore procede quindi al taglio del grezzo con una sega circolare, in questa fase si elimina tutta quella parte di grezzo che si ritiene troppo inclusa e non adatta ai fini gemmologici.
Dopo questa operazione un lotto di grezzi si presenta con i cristalli limpidi privati delle parti con vistosi difetti.
La seconda fase è quella in cui si preforma una gemma: il tagliatore prende il grezzo precedentemente selezionato e lo passa su di una mola abrasiva, dandogli quindi la forma desiderata.
Tale processo viene effettuato a mano libera e serve a sveltire il lavoro della persona che eseguirà in seguito la sfaccettatura della pietra. Le taglierie sono di solito abitate da più persone: vi è una persona addetta al taglio del grezzo (il più coraggioso, perché è in questa fase che con un po’ di disattenzione si corre il rischio di tagliarsi le dita; ma anche il più bravo perché è sempre in questa fase che si decide come fare la pietra e quali parti vadano eliminate).
Sono presenti inoltre una o più persone che effettuano le operazioni di preformazione delle pietre, e una persona che è addetta alle pulizie (le taglierie si sporcano molto facilmente).
In media il tagliatore principale può guadagnare anche 500-1000 euro al mese, gli altri guadagnano all’incirca 50-200 euro al mese (che è uno stipendio medio per il Brasile).
I tagliatori sono inoltre proprietari di tutto il grezzo che viene scartato, che rivendono tal quale o che lavorano di nuovo per la produzione di gemme piccole o di bassa qualità.
Finite queste operazioni, i lotti di pietre preformate vengono consegnati alle persone addette alle operazioni di sfaccettatura prima e di lucidatura poi.
Le pietre vengono quindi incollate su delle bacchette e fatte scorrere su dischi abrasivi; è durante questa fase che vengono create le faccette di una gemma.
Il numero, la posizione e la grandezza delle faccette seguono dei parametri standard, che variano a seconda del tipo di taglio e di forma e che determinano la bellezza di una gemma. Tali parametri sono rispettati facilmente nel caso in cui la pietra venga montata su di un braccio meccanico graduato; il più delle volte però (almeno in Brasile e nei paesi più poveri) le pietre vengono sfaccettate a occhio, inserendo le bacchette con le pietre su di un pannello metallico munito di fori, predisposti per le operazioni di sfaccettatura.
Nella fase successiva le pietre sfaccettate vengono sottoposte a operazioni di lucidatura, durante le quali assumono l’aspetto che conosciamo.
Le persone che effettuano la sfaccettatura possono arrivare a guadagnare anche 2000 euro al mese nel caso in cui lavorino su pietre importanti. I tagliatori sono persone umili, intelligenti, responsabili, precise e con una elevata manualità.
Le pietre sono pronte, ma si trovano dentro ad una cartina ad un oceano di distanza dall’Italia, c’è quindi ancora qualcosa da fare.
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