Dopo che il primo personaggio nella storia della nostra gemma, cioè un geologo ha studiato e cercato di ricostruire la storia geologica del nostro pianeta, si passa al secondo uomo, che interviene ed è il
prospettore, uno specialista che esegue delle ricerche minerarie, su commissione di
compagnie o
investitori privati, con lo scopo di scoprire terreni di interesse economico.
Nel caso di rapporti favorevoli, i committenti provvedono ad ottenere delle concessioni governative per lo sfruttamento dell’area mineraria; a questo punto si iniziano ufficialmente gli
scavi (anche se a volte si iniziano gli scavi, si estrae il grezzo, e solo in seguito si ottengono le concessioni).
L’
estrazione del grezzo dalla
roccia madre (il minerale formatosi in natura, che non è stato modificato dall’uomo viene definito grezzo) può avvenire con l’uso di tecnologie più o meno avanzate; il più delle volte le aree che producono minerali gemmiferi si trovano in paesi poveri (anche se poi le gioiellerie, dove si vendono i prodotti finiti, si trovano in paesi più ricchi), e le condizioni delle persone che vi lavorano sono del tutto primitive.
Il personale impiegato varia numericamente in funzione della grandezza del giacimento; una classe di lavoratori che non può mancare è quella dei minatori, coloro che provvedono fisicamente all’estrazione del grezzo.
In un giacimento lavorano inoltre tecnici addetti all’apertura di nuove vie con esplosivi.
Per controllare che i minatori non rubino i grezzi trovati, e per controllare che nessun estraneo entri nell’area degli scavi, sono assunti dei guardiani.
I guardiani sono delle persone di fiducia del proprietario e vivono in miniera per tutta la durata degli scavi. Tutte le operazioni sono gestite dalla persona (o dalla compagnia) che ha investito nella concessione.
I
tecnici sono pagati a prestazione, i minatori spesso lavorano in cambio di cibo, alloggio e vestiti per loro e per le loro famiglie (e per qualche birra il fine settimana).
In molti casi i minatori si dividono tra loro l’1% degli utili della miniera. I guardiani hanno un salario oltre a vitto ed alloggio, e di solito si dividono l’8% dell’utile.
Il
proprietario del giacimento spende in media 1500-5000 euro al mese per il mantenimento della miniera e il suo stipendio varia da zero a incalcolabile (immaginate se in una miniera di tormalina trovaste un grezzo limpido di indicolite da 10 Kg!).
In alcuni casi il proprietario stesso provvede a far tagliare il grezzo estratto, ma nella maggioranza dei casi lo vende direttamente a grossisti che comprano l’intera produzione (settimanale o mensile) della miniera (il pagamento viene effettuato in contanti o cedendo l’automobile con la quale giungono alla miniera; in Brasile si dice che in miniera si va in macchina e si torna in autobus!).
Il grezzo estratto abbandona dunque il suo luogo di formazione e inizia un lungo viaggio a bordo di pittoreschi
mezzi di trasporto. Una parte del grezzo viene venduta tal quale ad altri commercianti di grezzo, ma la maggior parte raggiunge immediatamente le taglierie più vicine.