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Scienza e Curiosità - Ritrovamento interessante di perle naturali

Una ventina di anni fa, a Hurgada in Egitto sul Mar Rosso, ho trovato un’ostrica perlifera (Pinctada Margaritifera Erythrensis) con all’interno 85 perle (complessivamente più di 15 carati, corrispondenti a 60 grani) e molte mezze perle nel mantello su entrambe le valve.

Non so quali fossero all’epoca le leggi del paese, ma le strade erano piene di gente che vendeva conchiglie e coralli ai turisti, mentre io pescavo ostriche (molto numerose) per mangiarle.

Le perle naturali oggi sono introvabili e la loro quotazione è salita alle stelle, sono esemplari da collezione che gli amatori si scambiano direttamente e per le quali è complicato stabilire un prezzo legato a parametri fissi quali peso, forma o colore.

Le perle naturali o perle fini, sono estremamente rare, in natura, solo un’ostrica su 10.000 produrrà una perla.
Di queste, solo una piccola percentuale raggiungerà la dimensione, la forma e il colore di una gemma desiderabile.
Le probabilità di trovare una perla naturale perfetta sono circa una su un milione.

Questo è quello che si legge sulle pagine Web di tutto il mondo, oltre l'enfasi e l’attendibilità di tali stime, magari funzionali ad incrementare il valore delle perle naturali stesse, non penso vi siano dubbi sul fatto che questo ritrovamento sia un caso estremamente raro confermato dal fatto che non sono riuscito a trovare notizie di ritrovamenti di più perle naturali prodotte da un’unica ostrica (anche se so che è un evento conosciuto), l’unico caso documentato mi è stato segnalato dalla dr.ssa Monica Leonadi, collaboratrice del Museo di Storia Naturale di Milano.

Si tratta della foto di una radiografia di una Pinctada o Meleagrina con una quindicina di perle o mezze perle (la qualità dell’esame radiografico non permette di distinguerle) pubblicata sul libro Gemmologia, volume II, di Cavenago & Bignami (pagina 1125, figura 901), pubblicato nel 1972 da Ulrico Hoepli.

Da quello che si legge sembra che siano state radiografate, dai primi anni del 900, milioni di Pinctada e se la foto pubblicata è quella più significativa, a prima vista, il campione in mio possesso sembra essere più “interessante” e comunque l'esemplare della foto non esiste sicuramente più, poichè pescata solo per ricavare madreperla e perle per gioielli.

Analizzando la mia ostrica penso che possa essere stata trapassata da parte a parte da un oggetto acuminato.

L’oggetto una volta uscito a permesso al mollusco di “cicatrizzare” il mantello, formando le perle blister per poi avvolgere il materiale rimasto all’interno, formando le perle. La seconda ipotesi è che l’ostrica abbia contratto una grave infezione; una radiografia potrebbe sciogliere i dubbi.


Mi rendo conto che il valore commerciale (per ricavare gioielli) delle perle che ho trovato non può essere molto elevato, perché, a parte le blister, piuttosto grosse ma irregolari, le altre sono molto piccole e solo 5 di queste sono di discrete dimensioni compresa una barocca grigia.
Credo comunque che sia altra cosa il valore dal punto di vista scientifico e collezionistico e ritengo inoltre che possano essere interessanti per musei, acquari ed altri istituti scientifici.

Scritto da: Gianpiero Piva


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