Scienza e Curiosità - James Dwight Dana e la classificazione dei minerali

Come tutti gli elementi della natura, i minerali sono stati classificati per facilitare la loro identificazione e il loro studio. Sono state elaborate molte clissificazioni, ma alcune non sono attualmente in uso in tutti i paesi.

Le prime classificazioni dei minerali risalgono all'antichità: in testa a tutte troviamo quella ideata da Plinio il Vecchio, nella sua Naturalis Historia, opera latina del I secolo d.C., e quelle delle civiltà arabe e asiatiche.
La maggior parte di queste classificazioni era tuttavia basata più sulle pretese virtù magiche dei minerali che sulle loro reali caratteristiche.

Verso una classificazione

Verso una classificazione
I principi scientifici della classificazione dei minerali furono posti per la prima volta nel XVIII secolo dal chimico e mineralogista svedese Jons Jacob Berzelius (1779-1848). Intorno alla metà del XIX secolo, poi, grazie alle scoperte in campo chimico e all'identificazione di nuovi elementi, il naturalista americano James Dwight Dana (1813-1895) mise a punto una classifica basata sulla composizione chimica delle pietre, seguendo quanto teorizzato dal suo eminente predecessore. Nel 1938 il mineralogista tedesco Hugo Strunz propose di abbandonare la classificazione di Dana per adottare la nuova suddivisione da lui stesso elaborata, che definì "cristallo-chimica" in quanto, oltre alle proprietà chimiche e fisiche, prendeva in considerazione anche la struttura cristallina dei minerali. In effetti, la conoscenza dei sistemi cristallini e la conseguente comprensione del processo di cristallizzazione sono fondamentali, dal momento che alcuni minerali presentano composizioni chimiche simili ma strutture distinte. Solo la comunità scientifica tedesca ha abbracciato questa classificazione, mentre gli altri mineralogisti hanno preferito conservare quella di Dana, corretta in più riprese.  

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