La biomineralizzazione
La
madreperla e’ un
biominerale, cioe’ una sostanza inorganica formata da un organismo vivente, che ha funzione meccanica e di protezione del mollusco; e’ costituita per il 95% (66% CaCO
3) circa da
aragonite e per il restante 5% (2,5)% da un composto organico (31% H
2O, 0,5% elementi in traccia). Fino ad oggi sono stati riconosciuti piu’ di 60 differenti biominerali che includono solfuri, ossidi, carbonati, fosfati, ossalati e silicati.
L’interesse nei biominerali deriva dal fatto che, se per certi versi sono simili agli analoghi formatisi per via inorganica, per altri versi se ne discostano perche’ l’interazione tra la fase inorganica e le macromolecole degli organismi che li producono, conferisce loro particolari proprieta’ fisiche.
E’ ben noto che la
madreperla e’ composta da sottili strati di
aragonite e
proteine (la
conchiolina), che causano la diffusione della luce (in qualche caso anche diffrazione) che noi percepiamo come colore e lucentezza caratteristiche.
L’interesse nella
madreperla, nel campo delle scienze dei materiali, nasce dalla sua incredibile resistenza meccanica alla frattura, ben 3000 volte superiore a quella dell’
aragonite, il minerale che la costituisce. Viene talora descritta come una costruzione di mattoni (prismi di aragonite), cementati dalla materia organica , orientati diversamente nei vari strati.
Nonostante negli ultimi anni si siano intensificati i tentativi di comprendere come le macromolecole controllino la formazione dei biominerali, il meccanismo della loro formazione nella madreperla non e’ ancora stato chiarito. Il nostro interesse nella madreperla e’ più naturalistico, non siamo infatti interessati alla sintesi di questo meraviglioso materiale, quanto a capire se la sua organizzazione lamellare depositata su di un corpo che il mollusco ha in qualche modo interpretato come estraneo (perla), sia dipendente o meno dalla specie.